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Felis silvestris catus
Il gatto o gatto domestico (Felis silvestris catus) è un mammifero
carnivoro di piccola taglia della famiglia dei felidi (genere Felis).
Tradizionalmente l'antico Egitto e Mesopotamia
viene indicato come luogo di origine, dove era considerato un animale
sacro e, in alcuni casi, mummificato e messo nei sarcofagi delle famiglie
più ricche. Un recente studio, pubblicato sulla rivista Science, ha
evidenziato, attraverso studi genetici, che tale luogo vada individuato
nel medio oriente; precisamente nella mezzaluna fertile. Tutto ciò in
coincidenza con lo sviluppo delle prime forme di agricoltura. Fu l'uomo,
si presume nello studio, a favorire la diffusione del felino portandolo
con lui nelle migrazioni.
Si può trovare allo stato selvatico (ne esistono
ancora diverse specie), ma prevalentemente vive nell'ambito domestico e
spesso ha ruolo di animale da affezione. La sua temperatura corporea
oscilla fra i 38° e i 38,5°C; la frequenza respiratoria normale è di 10/20
respiri al minuto e quella cardiaca di 110/140 battiti al minuto. Il suo
corpo è agile, flessibile e massiccio, tale da consentirgli di camminare
in modo silenziosissimo e di spiccare grandi salti; le sue unghie
retrattili (più precisamente protrattili, dato che nella condizione
ordinaria di riposo si trovano nascoste e sono estratte solo
all'occorrenza) gli permettono di arrampicarsi con grande agilità.
Caratteristiche
Il gatto è dotato di un'eccellente vista grazie
alla quale può vedere in condizione di scarsissima luminosità grazie al
Tapetum lucidum, situato nella retina e riflettente la luce che entra
nell'occhio se è buio. Percepisce la profondità e l'estensione delle cose
per merito della sua visione binoculare, mentre di giorno la sua vista
perde alcune potenzialità. Ha una forte percezione del movimento, ma non
distingue bene i dettagli; inoltre si ritiene che distingua una parte dei
colori, anche se non riesce ad individuare il colore dei dettagli minuti,
come la maggior parte dei mammiferi.
Il persiano è il gatto domestico per antonomasia.
Particolarmente sornione, dorme molto e si nutre diverse volte al giorno.
Il suo udito è molto sensibile: infatti riesce a captare rumori molto
diversi e distanti (anche alcune fasce di ultrasuoni) distintamente sia
con un orecchio che con l'altro; al contrario, percepisce male i toni
bassi.
Anche l'olfatto del gatto è altamente sviluppato:
riesce a sentire l'odore della femmina a centinaia di metri di distanza.
Ha un senso del gusto molto sviluppato grazie al
quale può percepire una minima variazione nel sapore dell'acqua. Poco
valutabili dal gatto sono i sapori dolci. La sua lingua è coperta da
piccole papille che la rendono molto ruvida, e gli permettono di snodare
il pelo durante la sua toelettatura (salvo casi particolari, i gatti si
"lavano" ogni giorno) e di raschiare la carne dalle ossa.
I baffi di questo felino sono chiamati vibrisse,
molto importanti per la sua stabilità e per percepire gli ostacoli; è
anche grazie ad esse che riesce ad orientarsi nel buio più assoluto. Un
altro utilizzo delle vibrisse è quello di riuscire a percepire le
dimensioni dei piccoli spazi
Riproduzione
La gatta diventa fertile, normalmente, a circa 6
mesi di vita. Essendo un animale poliestrale stagionale, l'estro si
manifesta due volte all'anno con diversi episodi ravvicinati di pochi
giorni. L'accoppiamento dura pochi secondi e quando avviene le
manifestazioni del calore scompaiono e inizia la gravidanza. La gestazione
dura circa 60 giorni. Il numero dei cuccioli nati è molto variabile ma in
genere va da 2 a 5, minore nelle primipare.
La gatta gestante sceglie con molta cura il luogo
del parto, preferendo luoghi sicuri e, frequentemente, nascosti. I neonati
vengono alla luce uno alla volta, ad intervalli di alcuni minuti. Con
l'ultimo viene espulsa la placenta che viene mangiata dalla partoriente
che ne trae un'importante fonte nutritiva.
Dopo un paio di settimane gli occhi dei cuccioli
si aprono, e in poco tempo si sviluppano tutte le altre capacità. Lo
svezzamento inizia verso la terza settimana. Raggiungono la dentizione
permanente all'età di sei mesi. L'induzione del calore è regolare ogni sei
mesi ma subisce l'influenza dello stato di salute e del fotoperiodo. Il
gatto maschio raggiunge la maturità sessuale a 6 - 8 mesi.
Il pelo
Il colore del pelo è molto vario; pare che in
origine fosse di colore grigio-marrone tigrato in modo da potersi
mimetizzare durante la caccia, ma ora con la domesticazione se ne trovano
con pelo di tutte le tonalità e di varie lunghezze.
Il pelo assolve ad una funzione importantissima
di termoregolazione, dal momento che il gatto è uno degli animali con il
più elevato rapporto fra superficie epidermica e peso, essendo perciò
esposto al rischio di una notevole dispersione termica. Le
contorsionistiche e minuziose manovre di toelettatura hanno perciò il
compito di preservare, attraverso l'azione orientante e la pulizia
(eventuali elementi estranei potrebbero infatti aprire "spifferi"), la
compattezza del pelo come protezione dal freddo. Ma la stessa operazione è
anche un espediente per proteggersi dal calore: leccandosi infatti il
gatto si inumidisce il pelo con la saliva, che evaporando lo rinfresca.
Durata della vita
Sebbene la durata media della vita di un gatto
sia influenzata da moltissimi fattori, essa si aggira mediamente intorno
ai 14 anni, con punte che superano ampiamente i 20-25 anni [3]. La
condizione di randagismo è considerata un fattore negativo, specialmente
in considerazione di rischi di malnutrizione e di maggiore esposizione a
fattori parassitistici e patologici in genere.
Come comunica
Per comunicare il gatto miagola, soffia, ringhia,
lecca, fa le fusa. In questo modo esprime sofferenza, gioia, necessità o
altri stati d'animo.
Collegamenti esterni
Soffia quando è aggressivo e per spaventare
potenziali nemici (anche altri gatti); miagola quando è insoddisfatto o
per esprimere dolore, quando si accoppia o durante il calore, o
semplicemente per "dialogare" con il proprio padrone (in questo caso
esprime un desiderio di riconoscimento da parte dell'uomo); fa le fusa,
principalmente, quando è contento ed appagato o per incoraggiarsi in un
momento di pericolo.
In fase di aggressività, specialmente nel
rapporto con altri gatti (e talvolta durante la cattura del topo), il
gatto può emettere un ringhio di tonalità molto bassa e profonda,
considerato l'ultimo avviso prima dell'attacco.
Non comunica solo con la voce, ma anche con il
muso, sfregandolo contro chi gli è vicino in segno di amicizia (la
raggiunta amicizia fra due gatti si ratifica con una sorta di bacio fra i
rispettivi musi); le femmine usano strofinare un lato del collo su oggetti
o sulle gambe dell'uomo, ma il gesto corrisponde solo ad una marcatura del
territorio che va letta come una manifestazione di possessività esclusiva
nei confronti del padrone (così che altri gatti non abbiano ad
avvicinarsi, ciò che invece fanno con anche maggior coraggio proprio per
il principio della sovrapposizione delle marcature).
Quando è spaventato o aggressivo tira indietro le
orecchie e tende i baffi; solleva la coda in atto di saluto oppure
comunica con il corpo rizzando il pelo quando è spaventato o vuole
incutere paura.
La coda ritta (con la sola punta piegata da un
lato) è indice di benessere, di piacere. La coda agitata ritmicamente,
talvolta sbattuta con una certa forza da un lato all'altro, è indice
invece di un certo nervosismo pronto a trasformarsi in aggressività; ma va
detto che lo stesso movimento è usato dalla madre per fornire un primo
"giocattolo" sui generis ai cuccioli, trasmettendo loro l'istinto ad aver
curiosità per le cose lungiformi in moto (per un certo tempo infatti,
almeno sino allo svezzamento, la madre sopporta che la coda sia
"catturata", anche con unghie e denti, dai figli).
Il gatto inoltre, in determinate occasioni, usa
leccare altri esseri viventi. Oltre alla madre che lecca i cuccioli per
stimolare dall'esterno l'avvio di alcune funzioni biologiche (ad esempio
escretorie), per insegnare loro la cura del pelo e per trasmettere loro i
connotati olfattivi della "famiglia", il gatto può leccare anche l'uomo
con cui sia in confidenza. Diverse ipotesi sono state avanzate dagli
etologi circa questa condotta, ma non si è raggiunta una certezza univoca.
Si è notato come l'azione del leccare concluda invariabilmente ciascun
insegnamento impartito dalla madre ai cuccioli e si è supposto che il
messaggio trasmesso sia una rassicurazione (ad esempio durante
l'addestramento al combattimento) che l'eventuale sorprendente dinamicità
dei giochi non abbia escluso il cucciolo dalla "famiglia" riconosciuta. Un
eventuale messaggio di "permanenza" nella sfera affettiva potrebbe perciò,
a detta di alcuni comportamentalisti, spiegare la leccatura dell'uomo,
massimamente effettuata dalle femmine.
Dall'uso materno del leccare i cuccioli, per
ricordo assimilato ad istinto, il gatto deriva il piacere di essere
accarezzato dall'uomo.
Ogni gatto è capace di sviluppare nel corso dei
suoi primi anni una vera e propria "personalità", facoltà che lo rende un
apprezzato animale di compagnia. Sebbene molti suoi comportamenti siano
poi antropizzati, e quindi considerati in termini squisitamente umani, è
bene comunque tenere a mente che un gatto, in genere, non ragiona come
noi.
Animale
domestico, ma non troppo
Il gatto è un animale di relativamente recente
addomesticazione e per questo conserva una sua naturale diffidenza e
indipendenza. Differentemente dal cane, il gatto non considera l'uomo come
parte delle gerarchie riconosciute, ne conosce però l'utilità della
simbiosi e ne teme le proporzioni dimensionali. Non sviluppa quindi un
rapporto sottomesso verso un "capobranco", anche perché difficilmente si
integra in branco, ma solo una sottomissione utilitaristica, finalizzata
ad esigenze di protezione e di nutrizione, del tutto temporanea, destinata
cioè a scomparire celermente nel caso venissero a mancare gli elementi di
vantaggio.
Il gatto instaura con l'uomo un rapporto di quasi
parentela e considera l'uomo come una sua madre sostitutiva. Se questa
"madre" viene a mancare, può facilmente riorganizzarsi e sopravvivere
senza, oppure cercare una figura sostitutiva. Nella convivenza con l'uomo
il gatto rivela la sua rilevante capacità di adattamento e di continua
riconsiderazione delle priorità vitali. Fra queste, la protezione è un
elemento di primissimo piano, dato che il sonno è la fase più pericolosa e
che il gatto vive dormendo per i due terzi del proprio tempo. Lo è ben più
della priorità di alimentazione, dato che il gatto è capace di
sopravvivere per circa un mese senza mangiare e per molti giorni senza
bere, ed in ogni caso in mancanza dell'uomo trova comunque modo di
mettersi in caccia. La rassicurante presenza umana può dunque indurlo a
stabilire i suoi ritmi in modo da far coincidere i turni di veglia del
felino con quelli del sonno del suo padrone, cui non resta che accudire un
compagno la cui presenza appare per questo poco dinamica. Anche le
caratteristiche feline, ben attrezzate per la caccia notturna,
contribuiscono a tendenzializzare questo tipo di soluzione.
Fra gli istinti del gatto però, vi sono anche
quelli dell'affettività e, in taluni esemplari che per storia genetica od
individuale vi siano inclini, può svilupparsi anche un animus protettivo
nei confronti dell'uomo. Al contrario di ciò che si pensa, infatti, il
gatto si affeziona alle persone e cerca di creare con esse un rapporto
soddisfacente per entrambi, non solo di tipo utilitaristico. La quotidiana
passeggiata sostituisce per esempio l'istinto al controllo accurato del
proprio territorio, che i gatti eseguono metodicamente e con regolarità
quasi meccanica. Per effettuarla, ove costretto, il gatto studia con
intensità ogni possibile forma di evasione ma, qualora costretto alla vita
casalinga fin da piccolo, si abitua senza problemi alla passeggiata.
Gatto Europeo (Soriano), volgarmente detto "gatto
comune"Il vasto territorio del gatto (almeno un chilometro di raggio dalla
sua sede stabile per i maschi, almeno 200 metri per le femmine) comprende
tutta quella parte di mondo che abbia conosciuto a seguito di
esplorazione. A seconda delle inclinazioni caratteriali, può esprimere
maggiore o minore vocazione all'esplorazione, ma una volta conosciuta una
data porzione di territorio, la marca con i suoi odori e la apprende come
irrinunciabilmente sua; le stesse stanze di un appartamento, una volta
note, divengono suo territorio al quale si riserva di riaccedere a
piacimento, per questo irritandosi dinanzi alla famosa "porta chiusa" (che
con l'interessata osservazione può imparare ad aprire saltando sulla
maniglia o tirando con le unghie il bordo dell'anta, se la porta lo
permette).
La memoria del territorio è costruita solo
additivamente, nel senso che apprende di quanto venga "aggiunto" al
territorio, ma non di quanto ne venga sottratto (anche da sé medesimo): la
scoperta della tana di un topo, ad esempio, porterà il gatto a passare
sempre a controllarla nonostante egli stesso abbia catturato il topo, e
sappia quindi che è abbandonata, e malgrado non ve ne tornino altri.
L'istinto territoriale, si è congetturato, dovrebbe avere relazione con
esigenze istintuali di conservazione della specie, riscontrandosene
un'accentuata riduzione a seguito di sterilizzazione.
Alimentazione
del gatto
Il gatto domestico è spesso nutrito con gli
avanzi dei pasti o con mangimi appositi, ma quando si presenta
l'occasione, può diventare un ottimo predatore. Le sue prede abituali sono
uccelli (passeri, fringuelli e colombi in particolare) e topi, che cattura
con un balzo. Non disdegna neanche le lucertole ma a volte, specie se
parzialmente rinselvatichito, uccide persino conigli, gallinacei, maialini
o uccelli palustri. Riesce anche a pescare pesci o rane. Esistono casi di
gatti che riescono a sopraffare vipere o colubri. Per variare, a volte
cattura cavallette o chiocciole. Insomma, è un cacciatore completo. Mangia
soprattutto le parti più tenere della preda. Il gatto ha un'alimentazione
molto varia ed è per questo che riesce a sopravvivere quasi ovunque.
Le razze
.Vi sono diverse razze di gatti domestici; le più
note sono:
il
Soriano (o gatto meticcio)
i Gatti a
pelo corto e gatti nudi:
l'
Abissino
il
American Curl, variante Shorthair
il
American Shorthair
il
American Wirehair
il Blu di
Russia
il
Bengala, o Bengal
il Bombay
il
British Shorthair
il
Burmese
il
Burmilla
il
Certosino
il ornish
Rex
il Cymric
il Devon
Rex: che ha ispirato il modello dell'alieno nel film E.T.
il Don
Sphinx o Donskoi
l'
Europeo, noto anche come Celtic Europeo
il Gatto
di Ceylon
il German
Rex
il
Siamese: pelo con sfumature colourpoint
il Thai:
pelo con sfumature colourpoint
l'Esotico: variante a pelo corto del persiano
i Gatti a
pelo semilungo (che stanno spodestando i più noti persiani, a pelo lungo,
sia nelle esposizioni feline che nelle preferenze del pubblico):
il Gatto
American Curl, variante Longhair
il
Balinese
il Sacro
di Birmania
il Gatto
Ragdoll
il Angora
Turco
il Maine
Coon: sono i gatti di maggior taglia, arrivano a pesare fino a 12 kg
il Turco
Van
il
Siberiano
il
Norvegese
i Gatti a
pelo lungo:
il
Persiano
Cura e accessori
Poche cose sono assolutamente indispensabili per
un gatto che non sia libero di muoversi all'aperto: due ciotole per acqua
e cibo, e una lettiera per i bisogni, da pulire giornalmente e aerare il
più possibile e erba da mangiare, esiste l'erba gatta che si vende anche
in comodissime ciotoline a cui aggiungere solo acqua, possono così
"pulire" l'eventuale accumulo di peli che si forma nello stomaco quando li
ingeriscono leccandosi, il vomito provocato li libera. È importante anche
un Tiragraffi, dove il gatto possa consumare le unghie. Esistono diverse
tipologie: cartone ondulato, blocco di sughero e legno. In genere il
Tiragraffi da anche modo al gatto di arrampicarsi e sostare. Tiragraffi
alti, dotati di diverse piazzole possono essere quindi preferite in quanto
i gatti tendenzialmente amano riposare in alto, al sicuro da ogni
"pericolo". Tuttavia l'integrità di oggetti particolarmente fragili e
delle stoffe non può essere garantita con un gatto (specie i più vivaci,
che amano issarsi sulle superfici morbide usando le unghie come arpioni),
è importante che ogni individuo possa limare e affilare i propri artigli
in un posto sicuro.
Il gatto non ha bisogno di una cuccia, poiché è
perfettamente in grado di trovare un giaciglio che sia di suo gradimento:
lo si può trovare a dormire ovunque, di solito negli angoli più caldi, più
asciutti o più ventilati della casa - a seconda della stagione.
Chiunque abbia un gatto in casa sa di avere con
sé un amico indipendente, affettuoso, astuto e intelligente. Prova della
sua intelligenza è la sua prudenza e la sua curiosità; non dimentica chi
gli ha fatto del male e si affeziona a chi gli vuole bene.
È opportuno portare il gatto a fare un controllo
medico dal veterinario almeno una volta ogni sei mesi. Difficilmente
l'animale apprezzerà le attenzioni forzose del medico (controllo di occhi,
temperatura, dentizione, mobilità articolare) e ancor meno le iniezioni di
vaccino, ma il buonsenso insegna la necessità di queste visite. Il
benessere del gatto in queste occasioni può essere migliorato mettendo a
disposizione un gioco o qualcosa da mangiare; inoltre, lasciarlo libero di
esplorare l'ambulatorio e tornarvi spesso nelle prime settimane di vita
può migliorare il rapporto col suo medico curante.
L'uso della gabbia non deve essere limitato ai
trasporti verso l'ambulatorio veterinario, altrimenti tale oggetto verrà
associato ad una esperienza stressante (come le iniezioni) e non sarà
facile convincere il gatto ad entrarci. Per ovviare a questa problematica
è bene tenere sempre a disposizione la gabbia aperta, magari inserendovi
il cibo o l'acqua, di modo che la scomodità della costrizione non diventi
un problema per i grandi spostamenti.
Una compagnia
benefica
Cuccioli all'età di due mesi.Il gatto domestico è
una grande compagnia: ogni gatto ha un proprio carattere e una propria
indipendenza, in taluni casi può essere empatico e, per gli esemplari più
mansueti, è capace di dare un senso di rilassamento; secondo alcuni, la
loro presenza può dare sollievo agli ipertesi, abbassando la pressione
arteriosa.
Animale per niente ingombrante, e dai costi
relativamente bassi - salvo eventuali capricci che certi gatti domestici
sviluppano sovente - richiede una ciotola sempre piena di cibo fresco
(mangia poco e molto spesso nella giornata, anche 12-13 volte al giorno,
regolandosi autonomamente) e la lettiera sempre in ordine, pulita e
asciutta, preferibilmente più d'una. Se più gatti convivono nello stesso
ambiente, è consigliabile una lettiera per ogni gatto più una comune, in
diversi punti della casa.
Molti gatti vivono per strada, in ogni parte del
mondo: certe culture li considerano sacri, altre convivono in modo
indifferente con una popolazione randagia che va a caccia di piccoli
roditori e piccoli uccelli; in alcune regioni, sono allevati apposta per
limitare la popolazione di certe specie parassite o portatrici di
malattie, appunto, come i topi. Negli ambienti urbani, dove i piccoli
roditori e i piccoli uccelli spesso scarseggiano, grandi colonie di felini
sono nutrite da gattari, persone impegnate di propria iniziativa nella
distribuzione di cibo e cure ad animali senza dimora.
Tutti gli anni il 17 febbraio si celebra in
Italia la festa del gatto [2] con diverse manifestazioni ed eventi.
Curiosità
Nel Borneo Malese, precisamente nello stato del
Sarawak, la capitale Kuching è la città dei gatti, infatti Kuching
significa Gatto in malese. La graziosa cittadina si caratterizza per le
molte statue ed un museo dedicati ai felini. Il simbolo della città è
ovviamente un micio e lo si trova riprodotto persino sui tombini. In
novembre, e per un mese intero, si svolge il Pesta Meow (Festival del
Gatto).
Di recente introduzione il termine, "nubola di gatti". Dall'inglese "clowder
of cats", che riferisce ad un gruppo indifferenziato di gatti .
Trasloco col micio
Il gatto non ama i cambiamenti. Se il padrone che deve traslocare lascia
una villetta con giardino per un appartamento è quasi certo che il gatto
non sarà molto soddisfatto nel ritrovarsi imprigionato tra quattro mura.
Sentirà la mancanza delle battute di caccia e delle avventure all'esterno
che fino a quel momento avevano movimentato la sua vita. Dunque
l'adattamento potrà essere lungo e difficile ma non impossibile:
bisognerebbe cercare di avere un po' di pazienza ed aiutarlo a trovare
nuovi divertimenti per passare la giornata. Se, invece, il padrone lascia
un appartamento per una villetta con giardino non sarà pericoloso lasciare
uscire il gatto anche se non abituato, perché bisogna sapere che il micio
quando non conosce per niente l'ambiente in cui si trova diventa
istintivamente prudente ed esplora il nuovo territorio progressivamente e
con grande cautela. Apprezzerà certamente che lo si segua nelle sue prime
spedizioni, sentendosi molto rassicurato da questa nostra attenzione ma,
soprattutto, gradirà moltissimo l'installazione di una gattaiola che gli
permetterà di mettersi al sicuro non appena ne sentirà il bisogno.
Il gatto nella storia e nella cultura
Animale sacro
Nell'antico Egitto il gatto aveva un ruolo molto
importante: era considerato sacro, e non si poteva ucciderlo; spesso chi
ne uccideva uno era a sua volta privato della vita; molte volte alla sua
morte, il gatto era mummificato e adorato. Bastit, dea dell'amore e della
fertilità, la cui statua si trovava presso un cimitero di gatti, veniva
rappresentata con il corpo da donna e la testa da gatto. I babilonesi
consigliavano di tenere un gatto in ogni casa perché aiutava a mantenerle
pulite (forse per la sua abilità nel cacciare i topi). Anche in Thailandia
e in Sud America il gatto era ritenuto sacro: vi sono tracce della sua
venerazione già nell'arte precolombiana. Non così era nel medioevo, dove
il gatto era spesso bruciato perché, per via della sua vita notturna, si
pensava fosse imparentato col diavolo o comunque braccio destro delle
streghe. D'altra parte alcune regole di ordini monastici contemplativi lo
consigliavano come compagno nelle celle dei frati. In tutto il mondo si
trovano segni della presenza, nell'antichità, dei gatti: infatti sono
stati raffigurati su monete, francobolli, sculture e pitture e venivano
dipinti anche su antichi vasi di terracotta.
Nella
letteratura e nella musica
Dei gatti si sono occupati diversi celebri
scrittori come Lope de Vega (che scrisse La Gattomachia, un intero poema
burlesco in sette canti, per raccontare gli amori del valoroso soriano
Marramachiz e della bella gatta Zapachilda), come Kipling, Eliot, Carroll
(che fa colloquiare Alice nel paese delle meraviglie con un gatto del
Cheshire) e come Perrault, che nella sua celebre fiaba al gatto fa
addirittura indossare un paio di stivali. Ricordiamo inoltre Luis
Sepulveda, con Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a
volare, romanzo ispirato dal suo gatto Zorba (soppresso a causa di una
malattia), citato anche ne Le rose di Atacama. Infine, anche svariati
fumetti moderni sono disegnati con gatti come personaggi: basti pensare a
Felix il gatto, a Garfield, a Tom del duo Tom e Jerry, a Gambadilegno, a
Birba, il gatto di Gargamella nei Puffi, e all'impareggiabile Gatto
Silvestro. Un cartone animato della Disney (Gli Aristogatti) con
protagonisti un'allegra banda di mici ha fatto divertire bambini di ogni
generazione.
Il gatto ha stimolato anche la fantasia di
numerosi poeti e autori di canzone: basti pensare a Charles Baudelaire che
l'ha citato nei suoi fiori del male, e a Pablo Neruda, che a questo felino
ha dedicato addirittura un'ode (Ode al gatto); indimenticabile sono
diventate poi alcune canzoni di successo come La gatta di Gino Paoli,
Quarantaquattro gatti, Volevo un gatto nero ed El me' gatt di Ivan Della
Mea o musical come Cats.
Il gatto è inoltre il simbolo della famiglia
nobiliare dei Fieschi, i conti di Lavagna, che lo posero a sormontare il
loro blasone.
Gatti
immaginari famosi
Il gatto
con gli stivali, protagonista dell'omonima fiaba
La gatta
bianca, protagonista dell'omonima fiaba
Il Gatto
di Schrödinger, protagonista del celebre paradosso
Il Gatto
del Cheshire, o Stregatto, personaggio del romanzo Le avventure di Alice
nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll e del film Disney
Il Gatto
cieco, che, insieme alla Volpe zoppa, truffa Pinocchio nel romanzo Le
avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Carlo Collodi;
caratterizzato come molto stupido nel film Disney e in seguito "celebrato"
insieme alla Volpe da una canzone di Edoardo Bennato
Tevildo,
il gatto di Melkor nei Racconti perduti di J.R.R. Tolkien
Zorba,
protagonista del romanzo Storia di una gabbianella e del gatto che le
insegnò a volare di Luis Sepúlveda
Murr, il
gatto autore, personaggio creato da Ernst Theodor Amadeus Hoffmann
La Gatta
protagonista dell'omonima canzone di Gino Paoli
Televisione, fumetti e cartoni animati [modifica]
Felix,
personaggio dei fumetti e successivamente cartoni animati
Fritz il
gatto, protagonista di due film di animazione di Ralph Bakshi
Gatto
Silvestro della Warner Bros
Tom di
Tom & Jerry
Nei
fumetti, cartoni animati e "classici" della Disney:
Lucifero,
del film animato Cenerentola
Figaro,
del film animato Pinocchio
Romeo,
Matisse, Bizet, Minou e Duchessa, i protagonisti del film animato Gli
Aristogatti
Rufus, il
custode dell'orfanotrofio nel film animato Le avventure di Bianca e Bernie
Si e Am,
i siamesi "nemici" di Lilli nel film animato Lilli e il vagabondo
Gambadilegno, storico nemico-amico di Topolino, la sua fidanzata Trudy ed
il collega Plottigat
Megalo,
gatto nemico di Topo Gigio
Garfield,
personaggio di fumetti (creato da Jim Davis) e di due film omonimi
Isidoro (Heathcliff),
personaggio dei fumetti creato da George Gately
Rita, la
gatta canterina degli Animaniacs
Cagliostro, il gatto di Dylan Dog
Birba, il
gatto di Gargamella, nemico dei Puffi
Jinks,
personaggio serie animata Pixie e Dixie (in inglese Pixie and Dixie and
Mr. Jinks)
Salem
Saberhagen, il gatto parlante di Sabrina nel fumetto, serie televisiva e
cartone animato Sabrina, Vita da Strega
Palla di
neve 1 e 2, il gatto de I Simpson
Doraemon,
protagonista di una serie di cartoni animati giapponesi
Gatto
Rognoso (Smelley Cat), il gatto di cui canta spesso Phoebe, personaggio
della serie televisiva Friends
Grattastinchi, il gatto di Hermione Granger della saga di Harry Potter
Giuliano,
il gatto di Andrea nel manga Kiss Me Licia
tratto da Wikipedia
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